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Gigi Proietti
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thumb|Gigi Proietti in 1973
Luigi "Gigi" Proietti (2 November 1940 – 2 November 2020) was an Italian actor, dubber, comedian, singer and television presenter.
Quotes
[Sulle accuse di ripetitività, rivoltegli da alcuni critici] A volte lo spettatore meno avvertito è proprio il critico. Nel '76 con "A me gli occhi, please" ho inventato un nuovo modo di stare in scena, quello con la cassa piena di oggetti. Da allora ho fatto numerosi spettacoli, ma quello è rimasto il mio modo di stare in scena. Il repertorio è cambiato. [...] Ma bisogna ricordarsi che il teatro non è la tv. In tv ogni settimana devi dire cose diverse perché il pubblico è lo stesso. In teatro ogni sera il pubblico cambia ed è il testo a rimanere lo stesso. Sennò pure Petrolini avrebbe dovuto smettere di fare Gastone.
[On the accusations of repetitiveness, leveled at him by some critics] Sometimes the least warned spectator is the critic himself. In '76 with "A me gli occhi, please" I invented a new way of being on stage, the one with the crate full of objects. I've done numerous shows since then, but that has remained my way of being on stage. The repertoire has changed. [...] But you have to remember that theater is not TV. On TV every week you have to say different things because the audience is the same. In the theatre every evening the audience changes and it is the text that remains the same. Otherwise Petrolini would have had to stop acting like Gastone too.[
interview to TV Sorrisi e Canzoni, 30 October 2003.
[Al funerale di Stato di Nilde Iotti] Bisogna prendere esempio dallo spessore e dalla coerenza di persone come lei.
(At Nilde Iotti's state funeral) We must take an example from the depth and coherence of people like her.
In migliaia per l'ultimo saluto a Nilde Sfilano tutti i politici, commozione popolare. Oggi i funerali, Il Tirreno, 6 December 1999.
Non è riuscita a capire che è diventata una metropoli, non ce la fa proprio. Basta andare un giorno in una qualsiasi grande città europea per accorgersene. Anche se non potrei vivere un sampietrino più in là, io Roma non la riconosco più. È diventata brutta, scomposta, estranea a se stessa. Non è più un'unità, ma è una somma di almeno sette città con anime diverse. Periferie che non si conoscono l'una con l'altra.
She couldn't understand that it had become a metropolis, she just can't take it. You only have to go to any major European city one day to notice. Even though I couldn't live a cobblestone further away, I no longer recognize Rome. She's become ugly, disheveled, alien to herself. It is no longer a unit, but is a sum of at least seven cities with different souls. Suburbs that don't know each other.
Gigi Proietti: "Roma mia, non ti riconosco più", Espresso, 22 July 2015.
Non sono stati i mass media a far resuscitare il mito Battisti. Ma il suo mito a far risuscitare i mass media.
It was not the mass media that resurrected the Battisti myth. But his myth that resurrects the mass media.
Andrea Laffranchi and Carlo Vulpio, Concerti e inediti tv per ricordare Battisti, Corriere della sera, 8 September 2000.
Per anni sono stato un ospite abituale di Taormina, soprattutto al Teatro Greco. Ultimamente mi muovo meno da Roma, ma quando facevo le tournée vere e proprie, la Sicilia era una tappa immancabile. È un'isola fantastica, è banale dirlo, ma è il primo pensiero che mi viene in mente. Insieme all'estrema varietà di cibi e di vino che sa offrire.
For years I was a regular guest of Taormina, especially at the Greek Theatre. Lately I've been moving less from Rome, but when I was doing the actual tours, Sicily was a must-see. It's a fantastic island, it's banal to say, but it's the first thought that comes to mind. Along with the extreme variety of foods and wine he knows how to offer.
Gigi Proietti: "La Sicilia è fantastica", Il Moderatore, 31 August 2012.
Ringraziamo Iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d'infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere.
We thank God, we actors, who have the privilege of being able to continue our childhood games until death, which is repeated every evening in the theatre.
Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo, a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895.
Sa perché noi italiani abbiamo spesso tollerato la burocrazia e i suoi misfatti? [...] Perché la burocrazia era la mamma, il ventre molle e accogliente nel quale sparire e riemergere il 27 di ogni mese. Tra coloro che ce l'avevano fatta c'era la granitica convinzione che ogni cosa che accadesse fuori non li riguardava.
Do you know why we Italians have often tolerated bureaucracy and its misdeeds? [...] Because bureaucracy was the mother, the soft and welcoming underbelly into which to disappear and re-emerge on the 27th of every month. Among those who had made it was the granite belief that everything that happened outside did not concern them.
Antonio Gnoli, Gigi Proietti: "Sono un esibizionista allegro. Volevo solo una cosa: la luna", Repubblica.it, 3 January 2016.
[Sulla prima promozione del Frosinone Calcio in Serie A] È stato uno stupore per tutti, un qualcosa che mi ha fatto molto piacere e che mi auguro abbia un seguito dato che si tratta di una squadra della nostra stessa regione. Finora non ho mai visto giocare i giallazzurri, ma il fenomeno Sassuolo ci insegna che organici giovani e spigliati sono spesso imprevedibili e pericolosi per tutte le squadre della categoria. A me non è mai piaciuto usare la parola “burino” per fare ironia [...] Inoltre, se parliamo di Ciociaria, è una terra a cui sono molto legato, umanamente ed artisticamente. Una terra che ha dato i natali a colonne portanti dello spettacolo italiano come Vittorio De Sica e Nino Manfredi.
[On Frosinone Calcio's first promotion to Serie A] It was an amazement for everyone, something that made me very happy and that I hope will have a following given that it is a team from the same region as us. I've never seen the Giallazzurri play before, but the Sassuolo phenomenon teaches us that young and lively squads are often unpredictable and dangerous for all teams in the category. I never liked using the word “burino” to make irony [...] Furthermore, if we talk about Ciociaria, it is a land to which I am very attached, humanly and artistically. A land that gave birth to key figures in Italian entertainment such as Vittorio De Sica and Nino Manfredi.
Frosinone-Roma, parla Gigi Proietti: “Amo la Ciociaria. La Roma non farà una passeggiata", SuperNews, 11 September 2015.
Tutto sommato
Gigi Proietti, Tutto sommato. Qualcosa mi ricordo, Rizzoli, Milano, 2014. ISBN 978-88-58-67309-6
Incipit
Un’autobiografia? Io? Tutt'al più quattro chiacchiere sul passato, sperando che a qualcuno interessi. Riordinare l'album dei ricordi è un lavoraccio infame. Ci si dimentica sempre di qualcuno, si tende a idealizzare ogni momento della propria gioventù e si finisce per raccontare una sfilza di aneddoti nei quali ci assegniamo la parte del protagonista che salva la situazione. Alla fine, più che un libro, viene fuori una lista di belle figure. No, un'autobiografia proprio no. Senza contare che tornare sui luoghi della propria infanzia può essere doloroso. E io l'ho sperimentato anni fa.
An autobiography? Me? At most, a chat about the past, hoping someone will be interested. Tidying up the memory album is a terrible job. We always forget about someone, we tend to idealize every moment of our youth and we end up telling a series of anecdotes in which we assign ourselves the part of the protagonist who saves the situation. In the end, more than a book, a list of beautiful figures comes out. No, not an autobiography at all. Not to mention that returning to the places of one's childhood can be painful. And I experienced it years ago.
Quotes
Ricordare è un mestiere rischioso, perché ha bisogno di stimoli forti.
Remembering is a risky profession, because it requires strong stimulation.
Raccontare la propria vita non è cosa da tutti. Certo, chiunque può ricordare gli episodi, cercare di storicizzare, fare riflessioni su come passa il tempo e come cambiano le cose. Ma l'odore della povertà misto a quello del sugo della domenica, i richiami delle mamme ai figli discoli che non tornano per cena, l'allegria irrecuperabile del mercato, le chiacchiere sui marciapiedi… E poi i «faccio un goccio d'acqua» sui muri ancora freschi di calce, la partita a tressette, la vita in strada, le donne ai davanzali, i discorsi dei disoccupati… Tutto questo, come puoi farlo rivivere in chi legge se non c'era?
Telling your life is not something for everyone. Of course, anyone can remember the episodes, try to historicize, reflect on how time passes and how things change. But the smell of poverty mixed with that of Sunday sauce, the mothers' calls to their unruly children who don't return for dinner, the irretrievable joy of the market, the chatter on the sidewalks… And then the «I'll drop a drop of water» on the walls still fresh with lime, the game of tressette, life on the streets, the women on the windowsills, the speeches of the unemployed… All this, How can you revive it in the reader if it wasn't there?
Forse non è stato neppure come lo ricordi tu, perché nel ricordo hai enfatizzato qualcosa, e qualcos’altro hai rimosso.
Maybe it wasn't even how you remember it, because in memory you emphasized something, and something else you removed.
«Sono un po' stanco di me / sempre la stessa vitaccia / qualche volta mi cambio la faccia / ma la vita rimane com'è.» Sono le parole che cantavo anni fa nella sigla di Fregoli, uno sceneggiato che la Rai dedicò al più grande trasformista di tutti i tempi nel 1981. Leopoldo Fregoli era romano come me e, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, diventò una stella di fama internazionale. Quello che sconvolgeva di lui non era tanto la sua capacità di svestirsi e imparruccarsi alla velocità della luce, quanto la sua abilità di trasformarsi in un istante, abbinando a ogni costume una voce, una gestualità e un’intonazione diverse. Sapeva essere uomo, donna, ricco, povero, straniero, italiano, ed è stato tra i primi a reggere un intero spettacolo rimanendo da solo sul palco. Per fare questo, allenarsi e imparare un testo a macchinetta non basta. Romano, trasformista, attore di one-man show: era inevitabile che la mia storia, prima o poi, incrociasse la sua.
«I'm a little tired of myself / always the same bad life / sometimes I change my face / but life stays as it is.» These are the words I sang years ago in the theme song for Fregoli, a drama that Rai dedicated to the greatest quick-change artist of all time in 1981. Leopoldo Fregoli was a Roman like me and, at the turn of the 19th and 20th centuries, became an internationally renowned star. What shocked him was not so much his ability to undress and learn at the speed of light, but his ability to transform in an instant, matching each costume with a different voice, gestures and intonation. He knew how to be a man, a woman, rich, poor, a foreigner, an Italian, and he was among the first to hold an entire show by remaining alone on stage. To do this, training and learning a machine text is not enough. Roman, quick-change artist, one-man show actor: it was inevitable that my story, sooner or later, would cross his.
Un giorno mio padre mi disse che mi aveva cercato un «certo Emilio Cigoli», il più grande doppiatore italiano. Doppiava le più famose star di Hollywood: tanto per capirci, era la voce di John Wayne. Lo chiamai da una cabina telefonica. Ricordo che ero a Ostia per uno spettacolo nelle scuole e alla telefonata assisté Annabella Cerliani, incuriosita come me: «Che vorrà Cigoli?». Quando lui rispose, sentii John Wayne con la sua voce calda, profonda e suadente. Stavo per rispondergli: «Ciao, John. Dove l'hai messo il cavallo?», ma mi trattenni. Non riuscivo a nascondere l'emozione. Intanto, dietro il vetro, Annabella doveva aver notato il mio disagio e cominciò a ridacchiare. Mi feci coraggio e cominciai a parlare con un tono di voce ancora più grave di quello di Cigoli. «Buongiorno signor Cigoli, desideravo proprio parlarle.» Lui si sentì sfidato, quindi abbassò ulteriormente il suo tono: «Mi dica, prego». Io, allora, scesi ancora di un'ottava e lui fece lo stesso. La telefonata finì praticamente a rutti.
One day my father told me that he had looked for me for a «certain Emilio Cigoli», the greatest Italian voice actor. He voiced Hollywood's most famous stars: just to be clear, he was the voice of John Wayne. I called him from a phone booth. I remember I was in Ostia for a school show and Annabella Cerliani, curious like me, assisted me on the phone call: «What will Cigoli want?». When he answered, I heard John Wayne in his warm, deep, mellow voice. I was about to reply to him: «Hi, John. Where did you put the horse?», but I held back. I couldn't hide the emotion. Meanwhile, behind the glass, Annabella must have noticed my discomfort and began to giggle. I took courage and began to speak in an even more serious tone of voice than Cigoli's. «Good morning Mr. Cigoli, I really wanted to talk to you.» He felt challenged, so he lowered his tone even further: «Tell me, please». I, then, dropped another octave and he did the same. The phone call practically ended in burps.
Il lavoro, però, lo ottenni e cominciai a collaborare stabilmente con quel «certo Emilio Cigoli». Era un vero signore, sempre molto professionale e impeccabile. Grazie a lui il lavoro di doppiatore divenne per me, a più riprese, un'ancora di salvezza.
However, I got the job and began to collaborate permanently with that «certain Emilio Cigoli». He was a true gentleman, always very professional and impeccable. Thanks to him, my work as a voice actor became, on several occasions, a lifeline for me.
Quotes about
Era straordinario vedere Gigi sul palco fare l'ubriaco: riusciva a farti capire la differenza tra il personaggio e l'arte di recitarlo.
It was amazing to see Gigi on stage being a drunk: he could make you understand the difference between the character and the art of acting it.
Flavio Insinna,Facce da audience,, la Repubblica, 12 May 2008.
Il maresciallo Rocca è stato uno dei primi lavori che ho fatto. Quando ho incontrato Gigi ero un po' agitata. Ricordo che mi ha tranquillizzata e mi ha dato tantissimi consigli riguardo la scena. Mi ha detto "se hai dei dubbi non devi averli, perché devi fare l'attrice". Mi ha consigliato di studiare e dei maestri [...]. Oltre al set de Il maresciallo Rocca, sono sempre andata a tutte le prime degli spettacoli di Gigi. Era un attore generosissimo, un grandissimo uomo e un maestro. Era una persona semplice, si fermava con tutti a chiacchierare e a raccontare barzellette. Voleva sempre rubarti un sorriso e farti ridere.
Elisabetta Pellini, quoted in Francesco Sciortino, Intervista a Elisabetta Pellini e al produttore Claudio Bucci: "Tutto sulla SelfieMania", lavocedelloschermo.com, 14 December 2020.
Quando ti trovavi davanti a lui, alla sua arte, alla sua persona, ti rendevi conto di essere davanti ad un fuoriclasse, ad un artista unico che sapeva coinvolgerti in modo totale in ogni tipo di rappresentazione. La sua arte non era mai ostentata ed era sempre in grado di mettere a proprio agio le persone con cui aveva a che fare. [...] Con la sua umiltà, la sua umanità e la sua semplicità, Gigi è stato uno degli uomini più veri, rispettosi ed umani che abbia mai incontrato.
Alberto Angela, from a Facebook post, 2 November 2020.
Stiamo parlando di un attore che sa fare tutto, in maniera straordinaria. E anche di un attore che non è mai stato utilizzato dal cinema d’autore.
Alessandro Gassmann, quoted in Paolo Nizza, Intervista ad Alessandro Gassmann, attore e regista del film il Premio, Tg24.sky.it, 4 December 2017.
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